Franco Bertagnolli

Presidente Nazionale dell’A.N.A. dal 1972 al 1981


Franco Bertagnolli è nato a Mezzocorona (Trento) nel 1912.
Dopo aver conseguito il diploma di Perito Industriale, frequenta la Scuola Sottufficiali di Artiglieria Alpina di Bra.
Nel 1936 parte volontario per l’Africa Orientale (Somalia ed Etiopia).
Nel 1938 rientra gravemente ferito ad una spalla per lo scoppio di un proiettile dum-dum.
Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, la tramuta in un avanzamento di grado, prestando in seguito servizio come ufficiale effettivo al 5° Reggimento Artiglieria Alpina, Gruppo “Lanzo”, di stanza a Belluno.

Nel 1941 si sposa con Scilla Peroni, con cui avrà 5 figli.
Prende parte alla Seconda guerra mondiale sul Fronte Occidentale, su quello Greco-Albanese, in Jugoslavia, in Montenegno, quindi in Francia (Provenza) rientrando poi a Belluno.
Dal 1946 al 1948 presta servizio a Merano, lasciando il Corpo degli Alpini con il grado di Maggiore.

Nel 1949 riapre insieme ai suoi fratelli la distilleria della famiglia paterna, fondata dai nonni nel 1871.
Da subito si dedica alla ricostruzione dei Gruppi Alpini dell’A.N.A. diventando presto Capo Gruppo.

Nel 1956 viene eletto Consigliere Sezionale della Sezione A.N.A. di Trento, ricoprendo la carica di Vice Presidente Sezionale dal 1959 al 1961.
Nel 1963 è eletto Consigliere Nazionale dell’A.N.A., diventando nel 1965 Vice Presidente Nazionale con il dott. Ugo Merlini, eletto proprio in quell’anno Presidente Nazionale in sostituzione di Ettore Erizio.

Il 16 gennaio 1972 viene eletto Presidente Nazionale dell’A.N.A., dopo l’improvvisa scomparsa del Presidente Ugo Merlini, di cui era stato Vice e con il quale avevano iniziato la grande svolta dell’A.N.A., sotto lo sguardo forte e paterno dell’avv. Erizio, “grande Presidente” del dopoguerra.

In ambito associativo è ricordato per la forte iniziativa contro la ventilata “ristrutturazione delle FF.AA.” degli inizi degli anni 70, che prevedeva una forte riduzione delle Truppe Alpine.
Sotto la sua presidenza si diede maggiore importanza all’attività sportiva nazionale, dando anche inizio a gare nazionali di nuove discipline sportive, come la corsa a staffetta in montagna.

Ma Franco Bertagnolli è ricordato soprattutto per l’“Operazione Friuli” del 1976-1977.
A seguito del terremoto che colpì il Friuli il 6 maggio 1976, egli raggiunse “le terre alpine della Julia” ed al fianco del Corpo degli Alpini riuscì a mobilitare oltre 15.000 volontari che, in una splendida avventura durata tutta l’estate, ripararono 3.300 case, lavorando per 972.000 ore, divisi in 12 Campi di lavoro completamente autonomi.
Per coordinare i lavori si trasferì a Udine dove allestì un grande magazzino per la raccolta e lo smistamento dei materiali per la ricostruzione.
Nel 1977 il Congresso degli Stati Uniti d’America affidò ad personam a Franco Bertagnolli, quale Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, 53 miliardi di lire per la ricostruzione del Friuli.
Saranno costruite 12 scuole superiori, una casa per gli studenti e 8 centri per anziani, il tutto sotto la direzione dell’A.N.A.!
Per il grande operato “civile di solidarietà e amore per i fradìs furlan”, nel 1977 fu nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, uno dei massimi riconoscimenti della Repubblica Italiana, oltre che ricevere altri riconoscimenti dal Papa in Vaticano e dall’ex Re d’Italia in esilio, Umberto II di Savoia.

Con l’operazione Friuli si diede vita per la prima volta in Italia alla Protezione Civile, non solo a livello dell’Associazione Nazionale Alpini, che da allora, sempre di concerto con l’autorità pubblica, ha dato vita a nuclei di volontari di Protezione Civile che sono stati impegnati in numerose opere di soccorso a seguito di calamità naturali che hanno colpito l’Italia nel corso degli anni.

Bertagnolli rimase Presidente Nazionale dell’A.N.A. per 9 anni, fino al 24 maggio 1981, quando gli succedette l’avv. Vittorio Trentini.

Morì a Mezzocorona il 3 marzo 1985.


Fonti bibliografiche:
- Scritto inviato dalla famiglia Bertagnolli alla Sezione di Salò
- Alpini, una famiglia! Note di vita associativa nel 60° anniversario di fondazione della Sezione e del Battaglione Alpini Trento (1982)

 Considerazioni su Franco Bertagnolli a cura dell’ex Consigliere Nazionale dell’A.N.A. Dante Soravito De Franceschi


Nato a Mezzocorona (Trento) nel 1912, dotato di carattere forte e determinato con un’innata carica umana che gli permise nel 1976, dopo il terremoto nel Friuli, di mobilitare oltre 15.000 volontari in un’operazione definita folle e irrealizzabile, ma la realtà dei fatti gli diede ragione. Quella splendida avventura fu definita, dai giornali dell’epoca, “La più bella adunata”. Alla fine dell’estate si riassunse in 3280 case riparate, per un totale di 972.000 ore lavorative.

A lui si deve il merito di aver ottenuto la fiducia del Congresso USA, che dette in gestione all’ANA 53 miliardi di lire, stanziati per aiutare il Friuli. Con tale somma sono state realizzate 12 scuole, 5 centri per anziani ed una cosa per studenti.

Notevole la sua sensibilità ed attenzione per gli Alpini, soprattutto per quelli all’estero, che lo portò, nel 1977, a raccogliere 216.000 firme per chiedere il diritto al voto degli emigranti.

Sotto la sua presidenza l’Associazione attuò una svolta importante, entrando nella nuova era interpretativa della solidarietà, quella della Protezione Civile.

Franco, sospinto dagli eventi, ha dimostrato alla pubblica opinione, e forse anche a se stesso, l’incredibile potenziale civico di un’associazione d’arma quale la nostra, di alpini, che dal reducismo ha saputo trarre lo spunto per servire intensamente il Paese, nel momento della calamità, anche in tempi di pace, fino a dargli priorità istituzionale.

Si ritirò dalla presidenza dopo nove anni di fruttuoso mondato ed il 3 marzo 1985 gli Alpini si strinsero attorno alla sua inseparabile moglie Scilla ed ai figli per accompagnarlo, per l’ultima volta, nella sua terra trentina.

L’augurio ora è che ciò che Franco Bertagnolli ci ha così perentoriamente additato - quale suo testamento spirituale - sotto forma di “metamorfosi associativa”, non impallidisca col tempo e che anche in futuro, sempre, gli alpini sappiano intelligentemente conciliare il culto delle tradizioni con le infinite impellenti necessità che il Paese ogni giorno denuncia in epoca di pace.

Dante Soravito de Franceschi
(già Consigliere Nazionale dell’A.N.A.)

Udine, 2000

 

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