La storia

Fondazione
È il 4 novembre 1926 quando, per opera di alcuni combattenti alpini della Prima guerra mondiale, nasceva a Salò la «Sezione del Benaco». I Gruppi delle zone della Valle Sabbia e della sponda bresciana del Lago di Garda, alcuni già appartenenti alla Sezione di Brescia, aderirono alla nuova Sezione guidata dall'allora maggiore Pier Enrico Di Salvo, uno dei fondatori. La forza di quell'anno era di 93 soci. Gli succedettero i Presidenti Adolfo Battisti di Salò 1927, il prof. Gino Silvano nel 1929, il Cap. Riccardo Cozzaglio dal 1930 al 1935 e dopo alcuni mesi di commissariamento alla fine del '35 con il Gen. Vittorio Magliano, all'inizio del 1936 venne nominato Presidente il Capitano Italo Maroni, irredentista trentino con Cesare Battisti, tra i fondatori dell'A.N.A nel 1919. A lui succedette, per alcuni mesi nel 1943, il fratello: l'Architetto Giancarlo Maroni.

Da «Sezione del Benaco» a «Battaglione “Monte Suello”»
Di quel primo periodo resta scarsa documentazione dell'attività della Sezione che, nel 1939, quando l'Associazione diventa X Reggimento, assume il nome di «Battaglione “Monte Suello”», in onore del Battaglione alpini Monte Suello, costituito a Salò il 25 novembre 1915, che si era distinto sul Monte Grappa durante la Prima guerra mondiale. A sua volta il Battaglione aveva preso quel nome per ricordare la gloriosa battaglia garibaldina combattuta nel 1866 a Monte Suello, montagna nella zona del lago d'Idro, confine con il Trentino, allora territorio austriaco.

Durante la Seconda Guerra Mondiale ci fu un notevole calo di soci dovuto alle vicende belliche, che esaltarono le gesta del valore alpino: Africa Orientale, Fronte Occidentale, Fronte Greco-Albanese, Campagna di Russia, ove si consumò l'olocausto delle 100.000 gavette di ghiaccio, in adempimento ad un dovere forse non condiviso, ma pur onorato con spirito di dedizione, di solidarietà, di servizio.
In massima parte gli alpini della nostro territorio erano arruolati nel Battaglione Vestone e nel Battaglione Val Chiese, e all'annuale Adunata Sezionale si è affiancato fino al 2002 il raduno dei Reduce di questi due gloriosi Battaglioni alpini.

Ricostituzione della Sezione
Nel settembre 1945 si riparte praticamente da zero, con Angelo Rossati come Commissario Straordinario, con il compito di ricostruire la Sezione. Si ritorna alla denominazione originale di «Sezione del Benaco» ed il 17 marzo 1946 si svolge la prima Assemblea del dopoguerra: 1002 soci che eleggono Presidente il Magg. Italo Maroni.
Nella successiva Assemblea del giorno 8 settembre 1946, a Vestone, la Sezione assume definitivamente il nome di «Sezione “Monte Suello” di Salò».

La scelta di Salò si spiega perché la cittadina gardesana era già stata sede di una Compagnia del Battaglione Rocca d'Anfo (che nel 1889 prenderà il nome di Vestone) e di un distaccamento del Battaglione, nonché dal 1916 sede del Battaglione Monte Suello. Inoltre, Salò si trova in posizione quasi baricentrica rispetto all'intero territorio.

L'impegno della Sezione si esplicava principalmente con le attività tipiche dell'Associazione d'arma, con la partecipazione ad Adunate e Raduni alpini. Nel 1967 dopo Italo Maroni diventa per la seconda volta Presidente Pier Enrico Di Salvo, che aveva ricoperto la stessa carica al momento della fondazione. Da ricordare sotto la sua presidenza l'inaugurazione a Vestone, nel 1963, del Monumento ai Battaglioni Alpini dell'asse del Chiese: Vestone, Val Chiese, Monte Suello e Monte Cavento; nel 1964, in occasione della dedica della Caserma del ricostituito Battaglione Alpini Val Chiese a Vipiteno alla M.O. Serafino Gnutti, la Sezione “Monte Suello” offre le Drappelle per le sei trombe del Battaglione; nel 1966 viene inaugurato il nuovo Vessillo sezionale con l'apposizione di due Medaglie d'Oro al Valor Militare di alpini nati nel territorio della Sezione: il Gen. Achille Papa di Desenzano e il Capitano Giuseppe Bertolotti di Gavardo.

L'impegno sociale
La svolta nella vita associativa della Sezione si ha sotto la guida del Presidente Michele Milesi (dal 1972 al 1984), reduce di Russia, il quale seguendo il motto "ricordare i morti aiutando i vivi" ha impostato una nuova organizzazione della Sezione, dando vita a varie iniziative, come la costituzione di nuclei di antincendio boschivo (1° nucleo in Italia a Vesio di Tremosine nel 1974), l'intervento nelle scuole con proiezioni di filmati e diapositive sulla salvaguardia della montagna e prendendo contatto con i repati degli alpini in armi.

Attività sportiva
Alla fine degli anni '70 inizia anche l'attività sportiva sezionale, con la partecipazione alle gare nazionali e l'organizzazione di gare sezionali che porteranno nel 1981 all'ideazione del Trofeo “Monte Suello”, il Campionato sportivo sezionale, fatto di sei diverse discipline sportive, che diventa anche un'importante occasione per l'avvicinamento dei giovani alla nostra Associazione.

Vengono anche ospitate delle gare nazionali, come la Marcia di Regolarità in Montagna a pattuglie a Salò nel 1975, lo Sci di fondo a Bagolino (Gaver) nel 1980, e nuovamente la Marcia di Regolarità in Montagna a pattuglie a Vesio di Tremosine nel 1988 e Odolo nel 1993.

Le attività dei Gruppi
Il numero dei soci è progressivamente aumentato: dai 746 del 1945 si passa ai 5000 dei primi anni 2000, e nel 2005 si attesta a 4929 (a cui si aggiungono 1433 Amici degli alpini), suddivisi in 59 Gruppi.

L'alpino Giuseppe Granata, primo Presidente non reduce dal 1985 al 1993, è stato ideatore e realizzatore di importanti progetti che hanno segnato e consolidato la crescita della Sezione e non solo in termini di numero di soci. Da ricordare l'inaugurazione dell'attuale sede della Sezione nel 1986, nel 60° anniversario della Sezione, il Giuramento delle Reclute del Btg. "Edolo" avvenuto a Desenzano d/G. il 30 maggio 1992.

L'Associazione, e di conseguenza la Sezione, si sono adeguate ai tempi, senza mutare lo spirito per cui erano state fondate. Spirito ancor oggi ben radicato ed evidenziato dalla vitalità dei Gruppi che si manifesta in tanti modi: costruzione di monumenti per ricordare i Caduti, di Chiesette alpine, di rifugi, di sedi.
Numerosi sono stati gli interventi di alpini della Sezione negli aiuti alle popolazioni colpite da calamità naturali: Polesine, Vajont, Friuli, Irpinia, Valtellina, Piemonte, Umbria, Armenia e, più recentemente, in Molise.
La Scuola Nikolajewka a Brescia e l'asilo di Rossoch in Russia sono alcune delle pietre miliari dell'impegno della Sezione verso i più sfortunati ed i più bisognosi.

Per incentivare le attività dei Gruppi è stato ideato nel 1979 il Premio "Italo Maroni", voluto dalla Sezione in memoria di un proprio Presidente sezionale, nonché uno dei soci fondatori dell'A.N.A., che viene assegnato ogni anno al Gruppo che più si è distinto nel campo sociale e per lo spirito alpino.

La Sezione oggi
L'alpino Fabio Pasini, Presidente Sezionale in carica dal 1994, ha raccolto una "stecca" lasciatagli in consegna da figure prestigiose per impegno morale e per capacità di dedizione alla vita associativa ed ha portato avanti, coadiuvato da validi collaboratori e dagli alpini della Sezione, varie attività che rendono la nostra Associazione vitale e ben inserita nelle proprie comunità.
Sotto la sua presidenza si svolge a Salò il 30 agosto 1998, il Giuramento Solenne delle Reclute dell'8° Scaglione '98 del 6° e dell'11° Reggimento alpini.
La ristrutturazione del complesso delle malghe di Campiglio di Cima (dal 1996 al 2000), per ricavarne un Rifugio sezionale, è stato il presupposto per recuperare una parte importante, purtroppo dimenticata, dell'entroterra Benacense, ma anche l'occasione affinché questa struttura possa diventare strumento di incontro fra le persone e di crescita in coscienza civica. L'opera di cura del rifugio continua tutt'ora con l'aggiunta e la sistemazione di sentieri che partendo dal rifugio portano sulle montagne circostanti, offrendo itinerari escursionistici particolarmente apprezzati.

Gli interventi nelle scuole (piantumazione degli alberi, passeggiate eco-didattiche, proiezione e commento di diapositive) sulla salvaguardia della montagna, a supporto dell'attività didattica del corpo insegnante, con particolare attenzione alle classi del primo ciclo scolastico, costituisce un altro pilastro per stimolare nei giovani la nascita di un sentimento di amore verso la natura e questo attraverso la conoscenza ed il rispetto del territorio in cui si vive.

L'esperienza fatta con l'attività antincendio è stata terreno fertile per iniziare una nuova forma di impegno nella Protezione Civile, con la costituzione di unità autosufficienti e specializzate, dotate di mezzi e di attrezzature adeguate.
Numerose sono state negli anni le attività di prevenzione e pulizia come l'"Operazione fiume Chiese" (1995-1997) per ripulire le sponde le fiume valsabbino, l'"Operazione Rocca d'Anfo" (2002) per il disboscamento dell'importante complesso militare e la costruzione di un deposito sezionale di P.C., inaugurato nel 2004.
Una macchina organizzativa che ha dato un'ottima prova di sé nel soccorso alla popolazione colpita del sisma dello scorso anno, che ha interessato proprio Salò, i paesi limitrofi e la bassa Valle Sabbia.

Dal 1995 viene pubblicato quadrimestralmente il giornale sezionale “Monte Suello”. Voluto per dare voce alle attività dei Gruppi della Sezione, ha compiuto il primo decennio di vita rinnovandosi graficamente e incrementando il numero di pagine. Uno strumento per far conoscere il punto di vista delle penne nere benacensi e valsabbine anche al di fuori degli spazi della nostra Associazione.

Tutto questo evidenzia un'operosità all'insegna dell'alpinità, segno del dinamismo della Sezione di Salò“Monte Suello” , che vuole ribadire in questo modo, anche oggi, i valori dell'amor di Patria, dell'impegno disinteressato al servizio della società e delle proprie comunità.

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