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Gli alpini in Afghanistan
Sabato 16 aprile 2005
Fregio Alpini
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Incontro col Ten. Col. Scipione Allegretti
Comandante del Gruppo "Vicenza" del 2° Rgt. Artiglieria da Montagna
presso la sede del Gruppo di Roè Volciano

Sabato sera 16 aprile, si è svolto presso la sede del Gruppo Alpini di Roè Volciano un incontro col Ten. Col. Scipione Allegretti, Comandante del Gruppo "Vicenza" del 2° Rgt. Artiglieria da Montagna con sede a Trento, sulle missioni degli alpini in Afghanistan e in Iraq, a cui ha partecipato nel 2003 e 2004.

L'incontro è stato propiziato dal cappellano militare del 2° Rgt. Artiglieria da Montagna, Tenente don Lorenzo Cottali, che è stato curato a Roè dal 1992 al 2000, anch'egli presente alla serata.

Nell'introduzione il colonnello ha presentato il quadro di geopolitica internazionale che ha dato inizio alla guerra in Afghanistan. Tutto è partito dall'attacco alle Torri Gemelle di New York dell'11 settembre 2001 che ha reso palese in tutto il mondo il terrorismo internazionale nato dal fontamentalismo musulmano, con la conseguente incidenza sugli equilibri internazionali specie tra l'Occidente e i Paesi del Medio Oriente.

L'Afghanistan dei Talebani era la base logistica di questi gruppi terroristici guidati da Bin Laden, da qui l'intervento degli Stati Uniti, coadiuvati da una coalizione internazionale alla quale ha aderito anche l'Italia.

In un terreno montuoso come quello afgano è stato richiesto esplicitamente dagli U.S.A. l'impiego degli alpini. Il colonnello Allegretti è stato a Kost con il Battaglione Alpini Paracadutisti "Monte Cervino" (ora 4° Reg. Alp.) da giugno a ottobre del 2003, in una missione kombat che aveva lo scopo di scovare i Talebani e le loro basi nelle caverne delle montagne, nella zona verso il Pakistan.

Sono state mostrate alcune fotografie dell'Afghanistan, del suo paesaggio definito dal colonnello "il vuoto riempito di nulla", talmente è arido e desertico e senza niente, della condizione miserevole di vita della popolazione, quella impensabile per noi occidentali delle donne, considerate alla stregua di animali domestici.

In questo contesto ambientale ed umano hanno operato gli alpini, i quali meglio di militari di altri paesi, sono riusciti a portare a termine la loro missione di disarmare la popolazione, grazie anche ai buoni rapporti instaurati con la gente e al rispetto della cultura di quel paese, per esempio facendo fare le perquisizioni nelle zone delle abitazioni riservate alle donne, alle quali agli uomini è vietato accedere, a delle soldatesse. Piccoli dettagli all'apparenza, ma molto importanti nelle missioni all'estero, per le quali i soldati italiani, non da adesso, sono apprezzati.

Una situazione molto diversa il colonnello l'ha trovata in Iraq, dove ha partecipato alla missione "Antica Babilonia" a Nassiria da giugno a ottobre 2004, aggregato come esperto di intelligencea reparti non alpini che là operavano.

Anche dell'Iraq sono state mostrate delle fotografie che hanno evidenziato la condizione di vita degli iracheni che è paragonabile a quella dell'Italia degli anni '50/'60, la condizione delle donne che è molto diversa rispetto a quella afgana, più vicina all'occidente, nonostante sia un paese musulmano.

Anche la missione militare in Iraq è diversa: è una missione di Peace keeping, con tutto quello che ne consegue.

La serata si è conclusa con l'omaggio del guidoncino della Sezione da parte del Presidente Fabio Pasini al Ten. Col. Allegretti. c.f.

Il Presidente Sezionale Fabio Pasini porge un omaggio al Ten. Col. Scipione Allegretti Da sinista il Capo Gruppo di Roè Volciano Emanuele Ronchi, il Cappellano Ten. don Lorenzo Cottali, il Ten. Col. Scipione Allegretti, comandante del Gruppo "Vicenza" del 2° Rgt. Art. da Montagna, e il Presidente Sezionale Fabio Pasini