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Due giorni sui sentieri della Grande Guerra

Il Pellegrinaggio nazionale al Col di Lana è stata l’occasione per percorrere, visitare e leggere quei lontani anni che i nostri “Padri” avevano scritto prima di fondare la nostra Associazione.

4 agosto: un museo a cielo aperto

Galleria fotografica Io e Ciso arriviamo verso mezzogiorno nell’alta Val Cordevole, precisamente nel Livinallongo.
La giornata è, a dir poco, stupenda. La nostra prima meta è il Sasso di Stria (2.477 m), posto come la prua di una nave a sentinella del Passo Falzarego, di tutta la Valle del Cordevole fino al Passo Pordoi.
Poco prima del Passo Valparola (2.168 m), in corrispondenza dell’ex forte, inizia la salita al Sasso di Stria. È un libro museo a cielo aperto, che gli Alpini della Sezione di Treviso stanno recuperando con lavoro certosino: camminamenti, postazioni per armi leggere e pesanti, posti di vedetta e ricoveri; è un susseguirsi fino alla cima che domina il Passo Falzarego, con al suo fianco il Lagazuoi e di spalle la maestosa Tofana di Rozes.
Il panorama che si apre ai nostri occhi non è descrivibile, mi sembra d’essere in paradiso.



5 agosto: Pellegrinaggio al Col di Lana (2.462 m)

Galleria fotografica Abbiamo bivaccato nei pressi di Pian de la Lasta (1.815 m), sulla mulattiera che porta verso la cima del Col di Lana.
Sono le 5.30. Tra i rami degli abeti vedo una luce come di un incendio. Prendo la macchina fotografica e mi sposto per curiosare e cosa di più bello non poteva essere: la Marmolada illuminata dai primi raggi del giorno in un rosa splendente. Penso: “Se questo è il buon giorno chissà cosa mi riserba la giornata”.
Alle 6 si parte e in breve, con il mezzo, arriviamo al Ciamplac (1.922 m), dove parcheggiamo l’automezzo; più avanti si va solo con le gambe. Carichiamo gli zaini e si parte prima in leggera salita, che poi diventa sempre più marcata, e si arriva al Pian de la Chiccia (2.054 m). Si continua a salire e arriviamo al Cappello di Napoleone (2.250 m). Un ultimo balzo e siamo sull’anticima (quota 2.425 m), dove è situata la galleria S. Andrea, approntata per la devastante mina del Col di Lana, in breve arriviamo sulla cima con a sentinella la chiesetta che oggi sarà benedetta e inaugurata dopo il lungo restauro. Le bandiere Italiana, Austriaca ed Europea, sventolando al vento, recitano una preghiera.
Per spiegare il panorama non si può, pensate a tutte le cime delle Dolomiti: ecco, da qui le vedi tutte fino agli alti Tauri dell’Austria.
Dopo poco arriva il nostro Presidente Nazionale Perona che salutiamo, e aspettiamo che inizi la cerimonia. L’altare è posto proprio all’interno del cratere della mina fatta scoppiare con 5 tonnellate di gelatina esplosiva dagli Italiani la notte del 17 aprile 1916 e qui sono ancora sepolti più di 120 soldati Austriaci. Fanno i loro interventi il Sindaco di Pieve di Livinallongo (Alpino), il presidente della Provincia di Belluno e il nostro Presidente Nazionale; ogni intervento è seguito con interesse: non si sente nessun vociare di persone e nemmeno quel fastidioso rumore delle pale degli elicotteri che in certe occasioni “rompono”. Qui chi vuole salire e ricordare, sale solamente a piedi!
La S. Messa officiata da un Cappellano Militare, che poi parlando mi dice essere di Lonato, il parroco di Arabba e un sacerdote romano in rappresentanza degli Scout.
La cerimonia è un inno al Creatore e a tutti quei soldati che qui hanno chiuso gli occhi per sempre, vicini al Paradiso di Cantore.

Silvano Bertoletti