56 PELLEGRINAGGIO in ADAMELLO

SEZIONI di VALLECAMONICA e TRENTO

26 luglio - 28 luglio 2019



locandina

 

Alpini: pellegrini di pace.

Come ogni anno nell’ultimo week end del mese di Luglio il pellegrinaggio degli Alpini in Adamello richiama nei luoghi della Guerra Bianca migliaia di persone.

L’edizione di quest’anno, la 56ª, che coincide con i 100 anni di fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, ha visto come teatro la Val Miller, presso il rifugio dedicato al Sottotenente Serafino Gnutti del Battaglione Valchiese, morto sul fronte Albanese nel Gennaio del 1941, che per ironia della sorte si trovò a combattere contro quell’esercito che acquistava armi proprio dalla Famiglia Gnutti dalla quale Serafino discendeva.

Tanti gli Alpini e pellegrini che hanno scelto di essere presenti, a testimonianza che la manifestazione è sempre molto sentita anche a livello Nazionale.

Presente al gran completo i direttivo dell’Associazione Nazionale Alpini, il Comandante delle Truppe Alpine Gen. Claudio Berto, salito a piedi tra i pellegrini con una rappresentanza di Alpini in armi, il Colonnello Davide Maghini che ha raggiunto il rifugio con una delle colonne partite nei giorni precedenti, parecchi i sindaci ed esponenti politici, vessilli delle sezioni e tantissimi gagliardetti.     

Il meteo, nonostante le previsioni, ha permesso che la cerimonia si svolgesse senza dover far ricorso ad abbigliamento impermeabile di protezione.

La celebrazione della Santa Messa officiata dal Cardinale Giovan Battista Re, dal Vescovo di Brescia Antonio Tremolada, dal cappellano delle truppe alpine Massimo Gelmi e tanti sacerdoti della Valle Camonica è stata momento di ricordo per tutti i caduti.

Nel suo discorso il Generale Berto ha ricordato la figura di Gnutti che col suo “tenete duro” deve essere ancor oggi un esempio dal quale prendere spunto per non aver paura a fare quel che ci chiede la patria e soprattutto farlo con la cocciutaggine degli Alpini di ieri.

Anche il Vescovo Tremolada ha sottolineato che per guardare al futuro servono radici e l’esempio di chi ha donato la propria vita tra queste montagne è testimonianza di radici salde.

Anche la nostra sezione era presente e ben rappresentata; con il nostro Presidente Sergio Poinelli tanti gagliardetti e pellegrini, segno di un attaccamento particolare a questo appuntamento, per non dimenticare.

                                                                                                                      F. L.

 

 

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