24 maggio a Capovalle

Fedeli al motto “per non dimenticare”,domenica mattina nonostante il tempo non fosse dei migliori

una cinquantina di alpini della Monte Suello si sono presentati sul monte Stino in quel di Capovalle per partecipare all’annuale pellegrinaggio sezionale quest’anno diviso in due parti, visto che oltre al sopra citato un altro gruppo si ritrovava a Vesio per salire verso passo Nota.

Partenza verso Bocca Cocca per vedere le fortificazioni che qualcuno fa risalire a Garibaldi, percorriamo il sentiero che gli alpini Capovallesi hanno ripulito e risegnato lo scorso mese in occasione della giornata di protezione civile, a circa metà del percorso si incrociano parecchi manufatti risalenti alla prima grande guerra purtroppo abbandonati da troppo tempo ma che si prevede di ripulire e ripristinare in futuro.

Giunti a Bocca Cocca vista la pericolosità di alcuni passaggi scavati a metà della parete rocciosa ci dividiamo in tre gruppi e proseguiamo la visita, entusiasti i commenti dei nostri accompagnati nello scoprire questi angoli delle nostre montagne ai più sconosciuti.

Ripartiamo e dopo un breve tratto entriamo nelle trincee che gli alpini locali in collaborazione con la nostra protezione civile hanno ripulito il mese scorso,suggestivo il nostro incedere in colonna all’interno di queste opere scavate a mano dai nostri soldati 100 anni fa, ancora qualche minuto torniamo al luogo di partenza dove nel frattempo si è radunato un discreto numero di alpini giunti quassù per la cerimonia a che ricorda il 100°anniversario dell’entrata in guerra del nostro paese.

Dopo l’alzabandiera e i saluti di rito da parte del nostro vicepresidente sezionale Poinelli procediamo in colonna accompagnati dalle note della fanfara “Valchiese” di Gavardo verso le postazioni poste a picco sul lago d’Idro luogo scelto per la deposizione di un mazzo di fiori a ricordo dei caduti di tutte le guerre.

Tutte le cerimonie di commemorazione ai caduti sono toccanti ma questa tenuta in questo luogo dove molti soldati hanno trascorso i migliori anni della loro vita e con uno scenario naturale stupendo rimarrà a lungo nella memoria dei presenti.

La giornata si è conclusa nel migliore dei modi con un concerto della fanfara che si è tenuto nei pressi della chiesetta degli alpini.  

                                                                                                      F.L.


 

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